[LO SAPEVI?] Storia e miti del Tartufo

Il tartufo è un fungo ipogeo e cresce sottoterra anche per questo è sempre stato avvolto da un’aura di mistero.
I primi riferimenti storici sul profumatissimo tubero risalgono tra il 1600 a.C. ed il 1700 a.C. ai tempi dei Sumeri, alcuni studiosi sostengono infatti che venisse utilizzato assieme ad altri vegetali e legumi.

La prima testimonianza la troviamo nell’opera scritta da Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), in cui dedica un articolo al prezioso fungo e racconta come i romani consumassero a tavola il terrae tuber (o solamente Tuber) e di aver “ereditato” l’usanza di consumare il tartufo dagli Etruschi.

Anche nella cultura culinaria greca era presente il tartufo, il filosofo Plutarco infatti, durante il I° secolo d.C., tramandò una filosofia secondo il quale il pregiato tubero nascesse dalla combinazione dell’acqua, del fuoco e dal calore dei fulmini. Da questa teoria prese spunto Giovenale il quale sosteneva che il tartufo nascesse dai fulmini scagliati da Zeus nelle vicinanze di una quercia (l’albero sacro degli Dei).
Da Zeus e dalla sua rinomata sessualità il tartufo venne considerato cibo degli Dei e frutto altamente afrodisiaco (successivamente confermato da alcuni studiosi).

Durante il Medioevo si perdono le tracce del tartufo, o almeno ad oggi non ci sono ritrovamenti scritti del tubero.

Ricompare nell’era Rinascimentale dove non solo venne riscoperto e rivalutato, dove molto prepotentemente diventò uno dei grandi protagonista delle cene aristocratiche, tanto che nel 1500 Caterina dè Medici portò alla corte di Francia un meraviglioso e profumatissimo tartufo bianco come dono.
Con l’“Opusculus de tuberis” scritto dal medico A. Ceccarelli nel 1564 troviamo il primo libro dedicato interamente al tartufo.

L’IDNOLOGIA – Nel 1788 con “Melethemata Inauguralia” Vittorio Pico è il primo a descrivere il Tartufo Bianco, da cui ne deriva il nome scientifico Tuber Magnatum Pico.
E’ solo nel 1831 però che si parla di idnologia, con Carlo Vittadini, che descrive scientificamente e meticolosamente le specie di tartufo presenti in Lombardia, e da cui prendono il nome numerose specie di tartufo (Tuber melanosporum Vitt., Tuber Aestivum Vitt ecc).

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